bosco temporaneo ex dogana
03.08.2017 /

Il Bosco temporaneo di San Lorenzo per una Roma più green

Un progetto innovativo che prevede anche lo sviluppo della “Banca degli alberi”
Il “Bosco temporaneo” a San Lorenzo è un nuovo e per molti aspetti rivoluzionario progetto che ha come ambizioso obiettivo quello di rendere Roma un po più green.

Tutto nasce da una ricerca multidisciplinare dell’Ateneo Sapienza dal titolo “Rome: II Municipio Green Network”, finalizzata a promuovere iniziative in chiave sostenibile. La ricerca propone lo studio per la realizzazione di un green network appunto nell’area-test di San Lorenzo che colleghi attraverso “strade verdi” gli spazi nodali del quartiere. Tra questi l’area dello Scalo di San Lorenzo.

Per questo posto, con la partecipazione del II Municipio e della struttura Ex-Dogana, è stato pensato un “Bosco temporaneo”. Sull’esempio delle esperienze berlinesi (ad esempio il Parco Südgelände), declinando l’idea di temporaneità attraverso la logica della mobilità, il bosco si compone di singole piante in vaso. Si tratta di oltre cento grandi piante, dalle sughere agli allori, e poi lecci, betulle, frassini, aceri, faggi, carpini e altre varietà ancora. Alcune sono una donazione dalla Tenuta presidenziale di Castelporziano, altre sono state acquistate dall’ex Dogana. Se il bosco dovesse crescere, gli alberi possono essere spostati per esigenze di spazio e, nel caso l’area non dovesse essere più disponibile a questo uso, la vegetazione in vaso potrebbe essere collocata altrimenti e altrove per creare nuove prospettive verdi (viali, square, singoli elementi verdi) .

Il “Bosco temporaneo”, costituisce il primo progetto sostenibile realizzato a Roma in un contesto urbanizzato, e avrà il difficile compito di migliorare l’habitat dal punto di vista dell’inquinamento, del calore, della qualità ambientale, della biodiversità e del benessere degli abitanti. Sul bosco verranno inoltre effettuate azioni di sperimentazione e di monitoraggio che consentiranno di garantirne la crescita, il mantenimento e la replicabilità in aree analoghe.

In particolare, su questo aspetto, il progetto prevede lo sviluppo di una piattaforma da dedicare a una “Banca degli alberi”, con relativa anagrafe e geo-localizzazione. Muovendo alberi in esubero, raccogliendo donazioni, accogliendo proposte, la piattaforma consente di intercettare e dare risposta alla “richiesta di verde” proveniente da istituzioni, enti locali e cittadini. La “Banca degli alberi” è aperta a donatori privati e a cittadini che fanno richiesta di alberi per abbellire la città.

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