dopo quanto posso vendere la prima casa
09.01.2019

Agevolazioni prima casa: dopo quanto si può rivendere l’immobile?

Ecco cosa prevede la legge se si è acquistato usufruendo del bonus, ma ora si intende alienare il bene

 

Avete acquistato un’abitazione usufruendo delle agevolazioni prima casa, ma ora quell’immobile non vi serve più o comunque avete necessità di rivenderlo. Si può fare senza incorrere in sanzioni o penali? La risposta è: dipende. Vediamo da quali fattori.

PRIMA CASA: NON PUÒ ESSERE VENDUTA PRIMA DI 5 ANNI

La prima e fondamentale regola da tenere in considerazione è che l’immobile comprato godendo delle agevolazioni prima casa non può essere rivenduto prima di 5 anni dall’acquisto. Trascorsi i 5 anni siamo liberi di vendere senza incorrere in oneri aggiuntivi. Se decidiamo invece di non attendere il termine del quinquennio perderemo tutti i vantaggi dei quali abbiamo usufruito e quindi saremo tenuti a versare la parte di imposte che abbiamo risparmiato, più una sanzione del 30% di quella cifra e saremo soggetti anche alla tassazione sull’eventuale plusvalenza. Tutto questo può essere tuttavia evitato solo in un caso e cioè se, pur vendendo prima di 5 anni dall’acquisto agevolato, nell’anno successivo alla vendita compriamo una nuova abitazione che abbia i requisiti della prima casa.

RECUPERO DELLA MINORE IMPOSTA VERSATA

Come detto, nel caso in cui vendiamo la prima casa prima dei 5 anni dall’acquisto della stessa e non ne ricompriamo un’altra entro un anno, saremo pesantemente penalizzati. Saremo infatti tenuti a pagare la differenza esistente tra la tassazione ordinaria e quella a cui siamo stati sottoposti in quanto beneficiari del bonus prima casa. A questa cifra saranno inoltre applicati una sanzione amministrativa pari al 30% e i relativi interessi di mora.

TASSAZIONE SULLA PLUSVALENZA

Se vendiamo prima dei 5 anni, anche se acquistiamo un nuovo immobile con i requisiti della prima casa entro un anno dalla vendita, rischiamo anche di essere tassati sulla plusvalenza determinata dalla vendita stessa. Tale plusvalenza consiste nella differenza tra il prezzo di vendita e il precedente prezzo di acquisto aumentato delle imposte e delle spese sostenute (ad esempio quelle notarili): questa cifra verrà sottoposta a una tassazione del 20%. Si sarà tuttavia esenti dal pagamento di questa imposta in due casi: il primo è ovviamente quello in cui il prezzo di vendita non sia superiore a quello precedente di acquisto; il secondo è che, per la maggior parte del tempo trascorso tra l’acquisto e la successiva vendita, la casa sia stata utilizzata come abitazione principale dal venditore o dai suoi familiari.

 

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