che mutuo posso permettermi
30.01.2019

Importo complessivo e rata massima: che mutuo posso permettermi?

Proviamo a rispondere a una domanda che tutti si pongono prima di acquistare casa accedendo al credito.

L’accensione di un mutuo è l’operazione per mezzo della quale gran parte delle persone riesce a comprare casa. Di solito prima di scegliere l’immobile quindi si procede col fare dei calcoli, magari anche solo approssimativi, per capire qual è il budget complessivo su cui ci possiamo orientare nella selezione dell’abitazione, ovviamente tenendo anche presente eventuali capitali già in nostro possesso che siamo intenzionati a investire nell’acquisto. Due elementi fondamentali vanno ad incidere sul tipo di mutuo che possiamo permetterci: reddito ed età. Altre variabili di non poco conto sono poi la presenza di eventuali altri finanziamenti, il supporto di un garante e il possesso di altri beni patrimoniali.

Mutuo, reddito ed età

Il reddito del richiedente è ovviamente il primo elemento che viene preso in considerazione da una banca in fase di valutazione di una domanda di mutuo. Solitamente la rata mensile prevista non supera infatti il 30/35% dello stipendio e comunque l’importo complessivo richiesto annualmente è di circa un terzo rispetto al reddito netto annuo del mutuatario, dove per reddito annuo si considera la busta paga mensile netta moltiplicata per il numero di mensilità percepite.

L’età è un’altra discriminante fondamentale: da essa dipende in particolare la lunghezza massima che la banca è disposta a concedere per il mutuo. Per ovvie ragioni infatti difficilmente a chi ha più di 35 anni verrà approvato un mutuo con scadenza a 35 o 40 anni. E dalla lunghezza del mutuo può dipendere, anche in modo significativo, l’importo del mutuo stesso.

Altri finanziamenti, garante, patrimonio

Altro importante fattore che entra in gioco al momento dell’erogazione di un mutuo è la presenza, a carico del richiedente, di altri debiti o finanziamenti. Questi vanno ad incidere infatti sulla valutazione complessiva effettuata dalla banca della capacità di risarcire il credito da parte dell’aspirante mutuatario.

A fare poi in modo importante la differenza può essere la presenza di un garante e cioè di un soggetto disposto ad impegnarsi a sopperire ad eventuali insolvenze da parte del creditore. La firma di un garante tuttavia di solito è utile ad ottenere il mutuo, ma non ne determina in modo significativo l’importo.

Lo stesso vale per quanto riguarda il possesso di un patrimonio immobiliare: le banche sono genericamente più propense a fare credito a chi è già titolare di un’abitazione o di un terreno.

Calcolo rata massima del mutuo

Tutto quanto premesso, è possibile avere un’idea abbastanza precisa del mutuo che potremmo permetterci attraverso una formula matematica molto semplice:

Rata massima = (Reddito annuo – Reddito annuo già impegnato) : (3 x Numero rate annuali)

La rata massima mensile si calcola quindi sottraendo al reddito netto annuo percepito la quota di quello stesso reddito annuo già impegnata per eventuali altri finanziamenti. Il tutto va diviso per il numero di rate mensili di mutuo che si intende sostenere annualmente moltiplicato per 3.

Ad esempio, questo è il calcolo che dovrà effettuare un richiedente con busta paga da 1.500 euro netti e 14 mensilità annue, che avesse già in corso un finanziamento da 200 euro mensili e che intendesse versare 12 rate di mutuo ogni anno:

[(1.500 x 14) – (200 x 12)] : (3 x 12) = 18.600 : 36 = 516,66

Per avere un’idea dell’importo complessivo ottenibile, alla rata massima va affiancata la variabile relativa alla lunghezza del mutuo che si intende chiedere, tenendo in considerazione anche il ragionamento già fatto al primo paragrafo sull’età anagrafica del richiedente.

Inoltre, uno strumento utile e di solito anche abbastanza attendibile per calcolare che mutuo ci si può permettere è quello messo a disposizione dall’associazione Altroconsumo a questo link. Per maggiori approfondimenti sul tema vi consigliamo infine la lettura dell’articolo “Mutuo: garanzie richieste, rate, tipologie”.

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