Meno pressioni al ribasso sui prezzi degli immobili nel 2018

28.05.2018

Segnali positivi dall’ultimo sondaggio Bankitalia: aumentano domanda e potenziali acquirenti

 

Segnali positivi per il mercato immobiliare emergono dall’ultimo Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, il consueto documento trimestrale pubblicato dalla Banca d’Italia e realizzato in collaborazione con Tecnoborsa e OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate), relativo al primo trimestre del 2018. Il sondaggio è stato realizzato nel mese di aprile, presso oltre 1500 agenzie immobiliari dislocate in tutto il territorio italiano. Ecco i dati emersi da questa pubblicazione.

PREZZI DEGLI IMMOBILI

Partiamo dall’indice relativo alle pressioni al ribasso sul prezzo di vendita. Nel periodo di riferimento, la percentuale di operatori del settore che segnala una diminuzione dei prezzi di vendita degli immobili si è abbassata. Si passa infatti dal 28 % del 4° trimestre 2017 al 25,4% del 1° trimestre 2018, ovviamente su base nazionale. Gli agenti che hanno invece segnalato un andamento dei prezzi stabile sono il 71% (67,8% nella precedente rilevazione), mentre una quota residuale, ovvero il 3,6%, ha registrato prezzi in aumento (in lieve calo rispetto al 4,2% del 4° trimestre 2017). Passando alla percentuale di agenzie che hanno dichiarato di aver concluso almeno una transazione nel trimestre in oggetto, vediamo che, se da un lato la quota è leggermente calata, passando dall’83,3% del 4° trimestre 2017 all’80% del 1° trimestre 2018, dall’altro lato però la domanda cresce in quantità e “qualità”. Infatti se si guarda al dato del numero di potenziali acquirenti, se a fine 2017 il saldo tra gli operatori che avevano segnalato un aumento dei potenziali acquirenti e quelli che invece avevano evidenziato una diminuzione era pari al +6%, in questo inizio di 2018 il saldo è ancor più positivo, attestandosi al +10% (aumento registratosi principalmente al Nord, mentre Centro, Sud e Isole danno segnali meno confortanti in questo senso).

GIACENZA E CESSAZIONE DEGLI INCARICHI A VENDERE

In quanto alla giacenza degli incarichi, il sondaggio ha fotografato una forbice in aumento tra gli operatori che segnalano un incremento delle giacenze degli incarichi a vendere e quelli che invece segnalano una diminuzione. Si è infatti saliti da -3,6 a -5,1, in netto aumento rispetto al saldo quasi a zero del 1° trimestre 2017. Quindi di fatto le giacenze degli incarichi a vendere scendono, e questo è un segnale positivo, compensato però dal dato negativo sul numero di nuovi mandati a vendere ricevuti nel trimestre in oggetto. Questo saldo è infatti sceso dal -2,1 addirittura al -7,5, segnalando quindi un calo abbastanza marcato dei nuovi incarichi ricevuti dagli operatori.

Passiamo alla cessazione degli incarichi. Tra le motivazioni principali per cui il cliente arriva a cessare l’incarico presso l’agenzia ne spicca uno: il divario tra prezzo d’offerta e prezzo di domanda. Il sondaggio registra infatti un aumento, seppur lieve, di chi segnala come motivo dell’interruzione della trattativa una valutazione esagerata da parte del potenziale acquirente (questo dato sale da 53,2% al 56,5 %). Tra le altre cause ci sono poi le difficoltà dei potenziali acquirenti nell’accedere a un mutuo, un dato che è risalito al 18%, un aumento contenuto rispetto al 15,4% dell’ultimo trimestre del 2017, percentuale che era risultata la più bassa da quando Bankitalia effettua questa rilevazione, ovvero dal 2009.

A proposito di mutui, come nei precedenti dati trimestrali, la quota di acquisti di immobili finanziati con mutui ipotecari continua ad attestarsi attorno all’80%, con un leggero aumento nel rapporto tra prestito e valore dell’immobile (da 73,7% a 75,9%). Sostanzialmente invariati, infine, il margine medio di sconto sul prezzo di vendita dell’immobile rispetto alla richiesta di partenza (da 10,6% salito a 11%) e i tempi medi di vendita (da 7,4 mesi a 7,1 mesi).

LOCAZIONI NEL 2018

Prima di concludere, un occhio anche al mercato delle locazioni. La percentuale di agenzie che ha affittato almeno un immobile è aumentata, passando dall’85% all’88,3% (sempre confrontando il trimestre finale del 2017 con quello iniziale del 2018). Il saldo tra gli operatori che giudicano i canoni di locazione in aumento e quelli che li segnalano in diminuzione è ancora negativo, pur essendo salito dal -6,8 al -2. Il margine medio di sconto rispetto alla richiesta iniziale è calato di un punto percentuale, dal 3,6 al 2,6, ed è migliorato da -7% a -2%  il saldo tra operatori che segnalano incarichi per la locazione in aumento in questo inizio 2018 rispetto a coloro che hanno registrato una diminuzione.

 

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