ecobonus caldaie
10.04.2020 /

Ecobonus per le caldaie: vademecum dell’Enea

Caldaie a condensazione, a biomasse e collettori solari, ecco come accedere all’agevolazione

Recentemente l’Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha pubblicato tre utili vademecum che chiariscono le modalità d’accesso all’Ecobonus in caso di installazione di caldaie a condensazione, caldaie a biomassa e collettori solari, tutti aggiornati, ovviamente, in base alle novità introdotte dal legislatore per il 2020. Ricordiamo innanzitutto che con il termine Ecobonus si indicano una serie di agevolazioni fiscali previste per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. In sintesi estrema, sono agevolazioni che permettono di avere detrazioni Irpef variabili tra il 50% e l’85% a seconda del tipo di intervento effettuato. Per avere un quadro più chiaro, vi invitiamo a consultare la pagina apposita dell’Agenzia delle Entrate.

Caldaie a condensazione

Partiamo dal vademecum con cui l’Enea indica le modalità per accedere alle agevolazioni fiscali in caso di installazione di caldaie a condensazione, sia ad aria che ad acqua. Per questa tipologia di impianti l’Ecobonus varia tra:

  • la detrazione del 50% ai fini Irpef, quando si sostituiscono del tutto o in parte gli impianti di riscaldamento invernali con altri formati da caldaie a condensazione di classe energetica A nelle singole unità immobiliari;
  • la detrazione del 65%, se la sostituzione di cui sopra avviene su un impianto centralizzato, oppure se avviene contestualmente su tutti i generatori di calori di tutti gli appartamenti presenti in un condominio;
  • la detrazione del 65%, se, oltre ai suddetti interventi, si installano contestualmente anche sistemi di termoregolazione di ultima generazione nelle singole unità immobiliari.

Nel vademecum si specifica anche che su tutte queste tipologie di lavori è necessario, laddove sia possibile, anche l’installazione di valvole termostatiche a bassa inerzia termica su tutti gli elementi e corpi scaldanti, installazione che deve essere certificata dal fornitore. In alternativa, se non è tecnicamente possibile, si deve installare un sistema di termoregolazione alternativo, sempre corredato da certificazione. Si ricorda infine che, per accedere alle agevolazioni, è necessario inviare proprio all’Enea:

  • la scheda descrittiva dell’intervento effettuato;
  • l’asseverazione scritta da un tecnico abilitato che accerti il rispetto dei requisiti richiesti; l’asseverazione può essere sostituita da una semplice attestazione del fornitore, qualora l’impianto di riscaldamento invernale abbia una potenza nominale del focolare inferiore o uguale a 100 kiloWatt.

Caldaie a biomassa

Questa tipologia di intervento, ricorda l’Enea nel vademecum, dà accesso ad una agevolazione pari al 50% in entrambi i casi, cioè sia quando si va a cambiare totalmente o parzialmente un vecchio generatore di calore, sia quando invece si installa ex novo una caldaia a biomassa in un edificio preesistente. Nel secondo caso, specifica l’Enea, non è previsto come requisito necessario per accedere al bonus il possesso di un impianto di riscaldamento (condizione prevista invece per le altre tipologie di intervento), ma è sufficiente che gli edifici su cui avviene l’installazione sia accatastato o abbia già presentato richiesta di accatastamento. La caldaia a biomassa permette di accedere all’Ecobonus se presenta come requisiti:

  • rendimento utile nominale minimo uguale o superiore all’85%;
  • certificazione ambientale, prevista dal Decreto Ministeriale 186 del 7 novembre 2017 del Ministero dell’Ambiente;
  • conformità alle normative locali su generatori e biomasse;
  • conformità alle norme UNI EN ISO 17225-2 (per quanto riguarda il pellet), UNI EN ISO 17225-4 (per il cippato) ed UNI EN ISO 17225-5 (per quanto riguarda la legna).

In merito, infine, alla documentazione da conservare per accedere all’Ecobonus, per questo tipo di intervento si richiede:

  • scheda descrittiva dell’intervento da parte dell’Enea;
  • asseverazione (nei casi in cui sia necessaria, vedi quanto descritto per le caldaie a condensazione);
  • schede tecniche di tutti i generatori installati;
  • copia della dichiarazione di conformità dell’impianto ai sensi del Decreto Ministeriale 37 del 22 gennaio 2008;
  • libretto dell’impianto.

Collettori solari

Per questo tipo di intervento di riqualificazione energetica di un edificio è prevista la detrazione del 65% ai fini Irpef, con un tetto massimo di importo detraibile fissato a 60.000 per ogni unità immobiliare. Questi impianti sono considerati agevolabili se vengono rispettati i seguenti requisiti:

  • requisiti di destinazione: sono agevolabili i collettori solari utilizzati per produrre acqua calda sanitaria per scopo domestico o industriale oppure per coprire il fabbisogno di acqua calda in strutture sportive, piscine, case di ricovero, case di cura, scuole e università;
  • requisiti di garanzia: i collettori solari termici e i bollitori installati per questi scopi devono anche avere come requisiti una garanzia di almeno 5 anni, mentre gli altri accessori e tutti i componenti elettrici ed elettronici devono essere garantiti per non meno di 2 anni;
  • certificazione Solar Keymark;
  • certificazione di qualità conforme alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, rilasciata da un laboratorio accreditato.

Per quanto riguarda infine la documentazione da conservare, per l’installazione di collettori solari si richiede:

  • la scheda descrittiva dell’intervento che deve riportare il codice CPID assegnato dal sito ENEA, scheda che deve essere anche firmata dal soggetto beneficiario e da un tecnico abiliato:
  • l’asseverazione, scritta da tecnico abilitato, che attesti il rispetto dei requisiti tecnici previsti per accedere all’agevolazione:
  • le schede tecniche dei collettori installati;
  • la copia della dichiarazione di conformità sempre ai sensi del D.M. 37/2008 (3);
  • il libretto dell’impianto (se previsto dal tipo di impianto installato).
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